Come meditare per davvero: una guida atipica e definitiva alla pratica della meditazione

Come meditare per davvero: guida atipica e difinitiva alla pratica della meditazione

Come si deve meditare? Quali sono le caratteristiche della meditazione? Qual’è il modo più efficace di meditare? Quali sono le basi teorico/scientifiche sulla base delle quali si fonda un corretto processo di meditazione? Meditare può migliorare il tuo Business? E soprattutto, è possibile meditare in modi diversi per giungere allo stesso risultato?

Queste ed altre centinaia di domande hanno attraversato la mia mente per più di 10 anni, ed è proprio per questo che oggi voglio condividere con te le migliori risposte alle quali sono finalmente giunto e che spero di cuore possano esserti utili per comprendere definitivamente che cosa sia la meditazione, quali sono le basi teoriche nelle quali innesta le sue radici, e come poterla utilizzare a tuo vantaggio nel migliore dei modi, sia nella vita che nel Business.

Quindi reggiti forte perché ciò che troverai in questo articolo non sarà presente in nessun’ altra parte del web, poiché è frutto del mio personale studio, della mia personale esplorazione e della mia personale esperienza in merito alla pratica della meditazione.

Sei pronto? Iniziamo!

Sapere come meditare è importante ma lo è ancor di più sapere che cosa sia la meditazione

Tutti vogliono sapere come meditare correttamente ma nessuno si chiede mai che cosa sia effettivamente la meditazione e quale sia la sua funzione di base.

Vedi caro lettore..non si può sapere come fare bene qualcosa, se non si sa prima quale sia la funzione della cosa che vogliamo usare.

Ora, in questo punto un mio caro amico ingegnere aerospaziale commenterebbe: “Bhè, si potrebbe risalire al perché dal come attraverso il reverse engineering”. 

Vero. In un sistema meccanico, quindi totalmente deterministico sarebbe così. Ma quando si parla di esistenza le cose si fanno un pochino più complicate.

Ed in queste prossime righe vorrei proprio sviscerare con te questo delicato ed interessante argomento, perché ti prometto una cosa: quando avrai compreso a fondo che cosa sia la meditazione potrai meditare come vorrai 🙂 Ed ogni area della tua vita (privata e professionale) subirà un boost pazzesco.

E sai perché lo so? Perché l’ho sperimentato in prima persona!

Negli gli ultimi 10 anni della mia vita ho provato decine di tecniche di meditazione diverse, partecipato a seminari, letto libri sull’argomento e sperimentato diverse tecniche di persona.

Ho intrecciato le informazioni che ricevevo dai miei maestri durante i seminari, con le informazioni che trovavo sui libri di psicobiologia mentre preparavo i miei esami universitari. Ho sperimentato vari tipi di forme di meditazione provenienti da diverse culture (yogica, kabbalistica, buddhista) e mescolato tra di loro gli elementi che reputavo più funzionali, sperimentandone gli effetti nel mio Business.

Insomma, ad oggi sento di poterti restituire una visione abbastanza vasta, anche se ovviamente sempre parziale, dell’esperienza della meditazione.

Meditare: come comprenderne la sua più intima funzione

Meditare deriva dal sanscrito e significa entrare all’interno del proprio sé.

E perché dovrebbe essere importante entrare all’interno del proprio sé? E poi…ma chi è questo sé?? Perché dovresti entrarci dentro? E soprattutto, se hai bisogno di entrarci, prima dove diavolo stavi???

Riccà…mi stai facendo venire il mal di testa con tutte queste domane filosofiche…dacci un taglio!

Ok ok ok, bene..chiedo scusa. Quando mi parte l’embolo della domanda non la finisco più 🙂

Andiamo per gradi. Seguimi perché da ora in poi sarò abbastanza cervellotico.

Immagina per un attimo che il tuo cervello sia il contenitore/centrifuga con cui si lava l’insalata, facendola girare grazie a quella manopola che si trova sul coperchio. Tipo questo qui in basso:

Ora immagina che l’insalata presente all’interno di questo contenitore rappresenti i tuoi pensieri.

Ci sei?

Bene. Ora immagina che l’acqua con cui sciacqui abitualmente l’insalata rappresenti invece tutti gli stimoli ed i condizionamenti che derivano dal mondo esterno.

Bene. Seguimi.

Tu hai bisogno di entrare in contatto con questi stimoli per svilupparti e crescere, ma tu non sei questi stimoli, giusto?

Tu sei tu.

Bene, dopo aver sciacquato l’insalata con l’acqua accade una cosa. Il peso dell’insalata aumenta, il suo gusto cambia ed è molto molto difficile distinguere oramai l’insalata dall’acqua.

Oramai l’insalata e l’acqua si sono unificati dando vita ad un terzo oggetto con sapori, peso e consistenza che non rappresentano individualmente né l’uno né l’altro.

Ogni oggetto ha perso la sua individualità.

Se l’insalata avesse una memoria cognitiva non ricorderebbe più di come ci si sentiva quando non aveva con se tutta quell’acqua. E lo stesso vale appunto….per l’acqua.

L’unico modo per separare di nuovo l’acqua dall’insalata è quello di mettere l’insalata e l’acqua all’interno del contenitore/centrifuga e girare la manopola sul coperchio per qualche minuto.

Ed ecco che poco dopo…voilà! L’acqua e l’insalata hanno di nuovo riconquistato le loro caratteristiche individuali. Sono di nuovo separate ed ora potrai gettare via l’acqua e gustarti il sapore dell’insalata.

Ok Riccà..ma che è un tutorial di Giallo Zafferano????

E’ vero, ho un po deviato…pardon 🙂

Ma volevo che l’esempio fosse chiaro.

Tu conservi dentro di te una struttura di base (insalata) con dei valori specifici (sapore) che poi vengono portati nel mondo durante le tue attività quotidiane e si mescolano con i valori e le esperienze degli altri (acqua).

E fin qui tutto bene.

Il problema nasce nel momento in cui i tuoi valori di base vengono compromessi a causa del continuo e quotidiano mescolamento con gli stimoli derivanti dall’esterno, e alla fine tu non ricordi più quali siano realmente i tuoi. O peggio ancora ti convinci pian piano che quelli che hai incamerato dai modelli esterni siano i tuoi (insalata + acqua).

E questa è la cosa peggiore in assoluto che potrebbe accaderti, e che ahimè…purtroppo accade sistematicamente.

In questo caso è bene adottare una pratica di lavaggio quotidiana con centrifuga (meditazione) per rientrare in contatto con i propri valori individuali e dividere il proprio autentico sentire da ogni condizionamento e/o stimolo con il quale siamo entrati in contatto nel mondo esterno.

Immagina quanto questo sia importante per te per generare una mission autentica per la tua azienda. Senza una mission autentica non avrai una direzione autentica, o peggio ancora, avrai una mission errata frutto di una mente contaminata che non ti porterà da nessuna parte. E sul piano del Business questo si tradurrà in fallimento.

Meditare in questo caso significa inserire nel contenitore/centrifuga il risultato delle nostre interazioni sociali e girare con energia la manopola sul coperchio (mantra), in modo che i nostri valori essenziali (insalata) vengano separati da quelli degli altri (acqua) in maniera da ritrovare il nostro più autentico centro ed avere a disposizione così una guida interiore molto più autentica nel momento in cui ci ritroviamo a dover decidere, sia sul piano personale che professionale.

That’s it.

Quindi entrare dentro di se non vuol dire altro che entrare dentro una centrifuga, attivarla, in modo separare i nostri valori da quelli altrui e alla fine del processo cestinare ciò che non ci appartiene.

Attraverso questa pratica quotidiana ci assicuriamo una cosa importantissima: l’autenticità.

Autenticità nei pensieri.

Autenticità di cuore.

Autenticità nei comportamenti.

Se hai un business o vuoi avviarne uno è fondamentale che poggi le sue basi su di una mission autentica.

Meditazione: un’altro tipo di spiegazione

Ok spero che tu abbia apprezzato l’esempio della centrifuga e dell’insalata perché ho fatto uno sforzo intellettuale immenso!! 🙂

Ora però cerchiamo di comprendere un po più nel dettaglio perché avviene tutto questo processo ma in maniera molto semplificata.

La tua struttura neurale (le cellule del tuo cervello) assomiglia al web; una vastità di interconnessioni all’interno delle quali scorre l’informazione.

Ora, ci sono 2 tipi di informazioni:

  • quelle che vengono prodotte all’interno di te
  • quelle che vengono prodotte all’esterno di te

Tu puoi fare 2 cose:

  1. fare in modo che la società esterna sia un prodotto delle informazioni che provengono da dentro di te
  2. fare in modo che le informazioni provenienti dall’esterno di te, ti rendano un prodotto della società

Quale delle due scegli? Quale risultato desideri costruire nella tua vita?

Se hai scelto la prima opzione allora sappi che la pratica della meditazione potrà aiutarti enormemente.

Va bene Riccà….ma alla fine…..come si deve meditare per ottenere questo risultato? 

Tieni presente che alla fine la pratica della meditazione si basa su una sola cosa: la concentrazione.

Ricordi l’esempio della centrifuga e dell’insalata? Ricordi che bisognava girare con energia il pomello sul coperchio? E perché si doveva girare il pomello sul manico con energia?

Per fare in modo che la concentrazione di quell’energia potesse produrre il risultato desiderato: l’autenticità.

Bene, questa pratica di concentrazione dell’energia è esattamente ciò che avviene in ogni pratica della meditazione. Ti riporto una lista di molte delle possibili modalità di concentrazione dell’energia:

  • la ripetizione di un mantra mentale, come avviene in alcune varianti del Buddhismo
  • la ripetizione di un mantra vocale, come avviene in altre varianti del Buddhismo
  • la ripetizione di un canto e di un ballo ad occhi chiusi (Kirtan), come avviene nel Sikhismo
  • la ripetizione di un mantra segreto (meditazione trascendentale) come avviene in una variante della cultura Yogica
  • la tenuta di posizioni isometriche (stabili e di forza) per diversi respiri, come avviene in alcune forma di Yoga
  • la concentrazione ad occhi chiusi su stimoli uditivi ed immaginativi sempre più lontani, come avviene negli esercizi di espansione di coscienza

(N.B. le ho provate tutte).

La concentrazione di energia in un punto, per mezzo di uno o più dei sistemi sopra indicati è la migliore via per evitare che la mente venga assalita dalla così detta continua ruota dei pensieri, che non è altro che un film contenente le diapositive delle nostre esperienze, proiettato automaticamente dal nostro cervello.

Proteggere la mente dalla ruota dei pensieri attraverso la meditazione ci consente di far emergere la voce del nostro più autentico sé interiore e di portare così la nostra autenticità nel mondo. E questo vale anche per il tuo Business; una persona autentica genererà un business autentico.

Come meditare: premesse doverose

Ok, dopo tutta questa spiegazione cervellotica tra insalate e world wide web, vorrei condividere con te qual’è il metodo che ho scelto io per meditare iniziando però da alcune premesse fondamentali.

Il mio metodo è articolato essenzialmente su 3 fasi ben distinte:

  1. concentrazione mentale
  2. concentrazione fisica
  3. rilascio totale della concentrazione

e si basa sul principio che per entrare correttamente dentro di sé sia molto utile chiudere le porte dei nostri sensi al mondo esterno.

Non hai capito vero? 🙂

Mi spiego meglio.

Le informazioni che derivano dal mondo esterno arrivano alla tua coscienza attraverso i 5 sensi, giusto? (Di di si). Ok.

Abbiamo detto che le informazioni esterne sono quelle che vogliamo dividere dalle informazioni interne al fine di creare l’autenticità, giusto? (Di di si un’altra volta). Bene.

Quindi di conseguenza è logico pensare che durante il processo di divisione delle informazioni, se ci aiutiamo a ridurre al minimo le informazioni derivanti dal mondo esterno possiamo agevolare il processo stesso, giusto? (Di di si ancora, è divertente!).

Ok.

Quindi come facciamo per ridurre al minimo le informazioni derivanti dal mondo esterno? Chiudiamo (parzialmente) le porte dei nostri sensi.

Che vuol dire chiudere le porte dei nostri sensi?

Facile.

  • Nel caso della vista potrebbe essere utilizzare una benda.
  • Nel caso dell’udito potrebbe essere ascoltare un suono (io uso quelli binaurali che ti spiego tra poco).
  • Nel caso del tatto potrebbe essere coprirsi con una coperta.
  • Nel caso dell’olfatto potrebbe essere utilizzare l’incenso.
  • Nel caso del gusto potrebbe essere mettere un sassolino o un bottoncino sotto la lingua.

Se ci fai caso in questo modo, tutti e 5 i sensi vengono leggermente alterati/offuscati al fine di produrre una sorta di isolamento parziale dagli stimoli tipici del mondo esterno.

Non vai in giro abitualmente con una benda sugli occhi (spero), così come per strada non capita spesso di sentire forti odori di incenso.

Bene.

Quindi una volta offuscati parzialmente i nostri 5 sensi possiamo procedere con le 3 fasi della meditazione ma prima voglio spiegarti nel dettaglio come offuscare correttamente il senso dell’udito.

Come meditare aiutandosi con il suono: i battiti binaurali

Io uso un tipo particolare di suoni che ascolto con delle cuffiette. Si chiamano battiti (o toni) binaurali e sono una tipologia di suoni che aiutano il tuo cervello a posizionarsi sulle onde cerebrali più funzionali al processo di meditazione.

Mi accingo ad espletare 🙂

Il tuo cervello viaggia su delle frequenze diverse in ogni momento della giornata. La tipologia di frequenze esperibili dal tuo cervello sono le seguenti:

  • Delta: da 0 a 4 hz (circa), sono le onde che caratterizzano gli stati di sonno profondo
  • Theta: da 4 ad 8 hz (circa), sono le onde che caratterizzano la fase REM.
  • Alfa: da 8 a 14 hz (circa), sono le onde che caratterizzano lo stato di rilassamento
  • Beta: da 8 a 30 hz (circa), sono le onde che caratterizzano la veglia ed il ragionamento
  • Gamma: da 30 a 42 (circa), sono le onde che caratterizzano gli stati di tensione

Le onde Theta, e soprattutto le frequenze che si aggirano intorno agli 8 hz, sembrano coincidere con la frequenza (o risonanza) di Schumann, cioè la frequenza del globo terrestre.

Si, sembra che la terra prediliga i 7,83 hz soprattutto nelle ore di transizione tra il giorno e la notte, motivo per il quale ogni tradizione antica consiglia di meditare al mattino all’alba e alla sera al tramonto.

E sembra anche che una zona estremamente importante del nostro cervello chiamata ippocampo, che è coinvolta nelle funzioni cognitive di tipo spaziali e di memoria, vibri ad una frequenza di….7,83 hz.

Quindi posizionando il proprio cervello alle stesse frequenze del globo terrestre in determinati momenti del giorno, si  può entrare in risonanza con il globo terrestre intero.

E che cosa succede a due oggetti che entrano in risonanza? Condividono informazioni.

Di fatto in questo modo l’ippocampo e la terra vibrano alla stessa frequenza condividendo informazioni. Informazioni che emergeranno alla coscienza come intuizioni geniali dopo aver praticato correttamente la meditazione.

Ed ecco perché in alcune pratiche si afferma che l’azione illuminata è possibile solo dopo aver meditato.

Ma torniamo quindi ai toni binaurali.

I toni (o battiti) binaurali si basano su di un principio tanto elementare quanto geniale; quello che il cervello, quando riceve una stimolazione da un orecchio ad un certa frequenza ed una stimolazione dall’altro orecchio ad un’altra certa frequenza, genera per sottrazione una terza frequenza.

Per farla breve.

Se dalla cuffietta sinistra ti arriva una frequenza di 20 hz e dalla cuffietta destra ti arriva una frequenza di 12 hz, il tuo cervello produrrà (e di conseguenza deciderà di ascoltare) una frequenza di 8 hz, agevolando di fatto la discesa del tuo cervello verso le onde Theta, altrimenti molto difficili da raggiungere.

In questo modo, oltre che ad offuscare parzialmente il senso dell’udito, si agevola anche il processo di meditazione rendendo super efficace anche pochi minuti al giorno di pratica.

E tu non hai nemmeno idea dell’impatto di questo tipo di pratica sul tuo Business!

La tecnica della Meditazione Immaginativa Dinamica (M.I.D.)

Questa è la tecnica che ho scelto io. Innanzitutto soddisfa tutti i bisogni del corpo; vai in bagno, bevi, etc..(evita di mangiare se è mattina). Dopo di che preparati in questo modo:

  • Abbassa le tapparelle
  • Metti una benda
  • Metti le cuffiette con i toni binaurali
  • Accendi l’incenso
  • Metti un sassolino/bottoncino sotto la lingua
  • Copriti con una coperta fino alla testa

Ci metti 10 secondi a fare tutto. Dopo potrai iniziare la tua pratica.

La prima fase della meditazione: concentrazione mentale

In questa fase dovrai utilizzare il potere del respiro per abbassare le funzioni fisiologiche del tuo organismo. Questo favorirà la discesa del tuo cervello nelle onde cerebrali Theta.

Concentrati sul respiro e più precisamente sulla fase di inspirazione e sulla fase di espirazione.

Cerca di inspirare normalmente e di espirare molto molto lentamente con il naso. Butta fuori l’aria con il naso lentissimamente.

Ora dovrai immaginare una specie di lavagna davanti a te:

Una cosa molto simile a questa immagine. Ovviamente sentiti libero di personalizzarla come meglio credi, l’immaginazione è la tua 🙂

Bene, ora dovrai inspirare con il naso ad una velocità normale e pendere tutto l’ossigeno che riesci a trattenere.

E poi dovrai espirare lentissimamente, immaginando di proiettare sulla lavagna le sillabe della parola espiro, scandendo mentalmente ogni sillaba per qualche secondo.

Quindi inizia scandendo e proiettando sulla lavagna la lettera E per qualche secondo. Cerca di ripassarci sopra con la mente. Vedila in ogni suo dettaglio.

Successivamente, mentre stai ancora espirando aggiungi la seconda sillaba: SPI e soffermatici per qualche secondo, concentrandoti con la mente su ogni dettaglio di ogni lettera.

Capiterà sicuramente che durante questa attività immaginativa facciano breccia nella tua mente altre immagini, altri pensieri.

Tranquillo.

Diventane semplicemente consapevole e scegli di continuare ad immaginare le sillabe della parola scritta sulla  lavagna.

Avrai tempo di pensare a tutto quello che vorrai dopo che avrai terminato la tua meditazione.

Questo è il tuo momento.

Ora proietta l’ultima sillaba sulla lavagna: RO e di nuovo, concentrati su ogni dettaglio delle lettere che compongono questa sillaba per qualche altro secondo.

Tieni presente che l’ossigeno che prendi in fase di inspirazione dovrebbe consentirti di arrivare sempre alla fine dell’intera parola espiro.

Ripeti questo circolo vizioso per 10/15 minuti. All’inizio sarà difficile ma poi ci prenderai gusto.

Benissimo.

Dopo i primi 10/15 minuti dovrai portare la tua concentrazione ad un livello superiore, chiamando in causa il tuo corpo.

La seconda fase della meditazione: concentrazione fisica

Se avrai lavorato bene fino ad ora, arriverai quasi naturalmente in questa fase.

All’inizio di questa fase è probabile (ma non obbligatorio) che tu inizi a sentire il tuo corpo oscillare. Vuol dire che sei sulla strada giusta.

Sei entrato nella centrifuga.

In questa fase rimane tutto uguale ma con la differenza che dovrai iniziare a pronunciare vocalmente le sillabe che fino a poco prima avevi solo immaginato.

Dovrai pronunciarle come se fossero un mantra e continuare ad immaginare le sillabe che appaiono sulla tua lavagna.

Di ogni sillaba prolunga sempre la sua vocale finale, quindi:

  • eeeeeeeeeeeeeee
  • spiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
  • rooooooooooooo

In questo modo il tuo respiro potrà appoggiarsi su delle lettere che prevedendo l’apertura della bocca non ti faranno stancare particolarmente i muscoli facciali.

Continua questa fase per altri 10/15 minuti e cerca di intensificare se possibile l’energia con la quale pronunci queste sillabe.

Le cuffiette con toni binaurali a volume medio/alto dovrebbero aiutarti a superare la difficoltà di pronunciare a voce alta questa specie di mantra. Se hai eseguito correttamente tutto il processo il tuo corpo dovrebbe iniziare a muoversi o oscillare spontaneamente a riprova del fatto che è in atto il processo di divisione dell’insalata dall’acqua (ricordi?).

La terza fase della meditazione: rilascio della concentrazione

Dovresti arrivare a questo punto dopo circa 20/30 minuti e dovresti anche iniziare ad avvertire un certo calore prodursi dal corpo.

Bene.

Questa fase dovrà durare pochissimi minuti; uno, due, tre minuti. Poco.

E’ la fase in cui dovrai smettere sia di immaginare sia di pronunciare le sillabe della parola espiro. Si. Dovrai smettere tutto. Se hai eseguito bene tutte le indicazioni, ora dovresti ritrovarti in un vuoto mentale che è esattamente il motivo per cui hai iniziato la tua sessione di meditazione.

Ora devi lasciare la tua mente vagare nel vuoto. I pensieri dovrebbero fare molto difficoltà a raggiungerti (poiché li hai praticamente centrifugati). Dovrai solamente respirare in maniera molto molto lenta ed ascoltare passivamente i toni binaurali che giungono nelle tue orecchie.

Questa fase solitamente dura sempre poco perché è molto difficile che la mente resti per tanto tempo in uno stato di pseudo-vuoto. Infatti, dopo pochissimo, ti accorgerai che la ruota dei pensieri reinizierà a funzionare normalmente proiettando nuove immagini nella tua mente.

Ma a questo punto le immagini che verranno proiettate nella tua mente saranno immagini provenienti dal tuo vero sé, perché con questo processo di meditazione avrai cestinato tutte le immagini spazzatura che provenivano da fonti che non ti appartenevano.

La fine della sessione di meditazione

A questo punto potrai iniziare a rientrare in contatto con il tuo corpo, muovendo i piedi, le braccia, le gambe. Potrai togliere la benda, le cuffiette e ristabilire il normale funzionamento di tutti e 5 i tuoi sensi.

Hai finito.

Ora le azioni che porterai nel mondo saranno più autentiche e produrranno di conseguenza risultati più autentici, nella tua vita personale ma anche e soprattuto nel tuo business.

Come meditare: conclusioni

Ti confesso che non è stato facile scrivere questo articolo. Ci ho messo veramente tanto tempo ad organizzare tutto il contenuto. Però credo ne sia valsa la pena, perché quando si trasmettono le proprie esperienze agli altri, a parer mio, si sta sempre contribuendo all’evoluzione collettiva.

Inoltre ho imparato che ogni business risente dello stato vitale e dell’autenticità del suo fondatore. E’ dunque dovere di ogni business man, assicurarsi di essere sempre al massimo dell’energia vitale, per portare nel mondo la propria autenticità e monetizzarla con successo.

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Ora ti sarei veramente grato se tu potessi condividere questo articolo sui social network con i tuoi amici e con i tuoi cari e potessi lasciarmi un commento/opinione qui in basso, magari raccontandomi anche le tue personali esperienze con la pratica della meditazione.

A presto!

Riccardo

 

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