La fine è il mio inizio: non solo un libro ma un potente principio creativo

La fine è il mio inizio

Hai letto o vorresti leggere la fine è il mio inizio di Tiziano Terzani? Ti incuriosisce il particolare titolo del libro? Vorresti sapere in che modo la fine è il mio inizio possa ispirarti o farti riflettere sul senso della fine o dell’inizio, o della vita e della morte?

Bhé ti confesso che anche se il libro è molto bello, il senso del suo titolo va anni luce al di la del significato del racconto in esso contenuto. Il libro è un romanzo che ti invita a riflettere ma il titolo la fine è il mio inizio è uno dei più potenti principi creativi che è insito alla base dell’esistenza di tutte le cose e che è alla base della costruzione di qualunque Business di successo. Tiziano Terzani lo sapeva mentre stava scrivendo il suo libro? Forse si o forse no.

Ma quello che voglio fare con questo articolo è lasciare per un secondo da parte lo splendido e toccante racconto che rappresenta poi il contenuto del libro e condurti all’interno del profondo significato del titolo: la fine è il mio inizio.

Perché ogni cosa nell’universo ha avuto origine in questo modo. Sei pronto? Iniziamo!

Tempo fa caricai un video sulla mia pagina facebook che ti incorporo qui in questa pagina; dura 1 minuto e 30. Guardalo velocemente.

La fine è il mio inizio: so always start with the end in mind

In questo video parlavo in maniera molto veloce del fatto che la finalità di qualsiasi cosa è di gran lunga più importante della sua causalità, perché di fatto la causa che verrà scelta sarà successiva al fine (finalità) che avremmo scelto.

Ok Riccà…ma parla stampatello perché sennò qui ti capisci solo tu..!

Allora, per fartela semplice e breve ti riporto qui 3 esempi pratici che potrai verificare tu stesso empiricamente, in modo che tagliamo subito la testa al toro 😉

La fine è il mio inizio: esempio #1 – il navigatore GPS

Come dicevo nel video, immagina di voler fare un viaggio o di dover comunque raggiungere una determinata destinazione. Scegli prima i vestiti che dovrai portare con te, o scegli prima la destinazione??

Se sei una persona normale (e se stai leggendo ancora questo articolo non ne sono così sicuro.. ;-)) dovresti scegliere prima la destinazione! In base al tipo di destinazione che sceglierai potrai in seguito decidere la tipologia di vestiario più consona da portare con te.

Hai semplicemente applicato il principio start with the end in mind.

Se tu sceglierai di andare al freddo, sulla neve, i tuoi vestiti dovranno essere scelti in base ad un certo criterio; al contrario se sceglierai di andare al caldo, al mare, i tuoi vestiti dovranno essere scelti sulla base di altri criteri.

Banale vero?

  • Ok, e perché negli altri ambiti della vita non lo fai?
  • Perché negli altri ambiti della tua vita ti limiti a procedere a tastoni tra un evento e l’altro?
  • Perché non scegli una destinazione finale (esatta) per il tuo lavoro?
  • Perché non scegli esattamente l’effetto finale che desideri ottenere dalla tua relazione di coppia o dalla tua famiglia?

Si lo so, sono domande un po antipatiche ma devono necessariamente esserlo. A volte nella vita più ci si sente sciocchi ed inadeguati e più si desidera migliorare la propria situazione.

La fine è il mio inizio: esempio #2 – il palazzo

Bene, ora passiamo a qualcosa di più tecnico: la costruzione di un palazzo. Immagina se un team di manovali dovesse cominciare a costruire un palazzo senza avere le direttive di un capo, il quale a sua volta fa riferimento ad un progetto.

Senza un progetto chiaro (quindi un palazzo già realizzato su carta) non sarebbe possibile organizzare tutte le risorse necessarie affinché il palazzo stesso possa essere costruito.

Sai che casino se ogni professionista nel cantiere iniziasse a costruire cose senza alcun senso strutturale? Sai quanto spreco di tempo, di denaro, di energia, senza tra l’altro arrivare mai a conclusione di nulla?!

Di nuovo: start with the end in mind.

Prima di tutto bisogna realizzare un progetto chiaro di cosa si vuole realizzare (finalità) e solo successivamente sarà possibile scegliere le cause più idonee (causalità) alla tipologia di fine che abbiamo selezionato.

La fine è il mio inizio: esempio #3 – lo scalatore

Questo esempio è uno dei miei preferiti. Seguimi.

Ci sono 2 scalatori che debbono scalare una parete di 30 metri.

Lo scalatore n.1

Uno di questi arriva davanti la parete che deve scalare, si avvicina ed inizia a guardare i migliori punti di aggancio per partire in tutta sicurezza con la sua scalata. Quindi analizza per bene la sua parete, la studia dettagliatamente in lungo ed in largo e cerca di capire quale possa essere il modo migliore di partire e di mettersi in sicurezza.

Dopo aver analizzato per bene tutto quanto decide di partire. Inizia la sua scalata verso la vetta!

All’inizio riesce a procedere con disinvoltura, ma ad un tratto le cose si fanno più difficili; si rende conto che in alcuni punti non c’è letteralmente possibilità di avanzamento in nessuna direzione.

Così deve scendere e provare un’altra via, nella speranza che stavolta sia quella giusta.

Ma neanche questa volta riesce ad arrivare in vetta. Si ritrova di nuovo ad un punto cieco e non ha possibilità di avanzamento in nessuna direzione. Per raggiungere zone più vantaggiose e con nuove aperture verso l’alto praticamente dovrebbe volare.

Risultato? Scende di nuovo e prova una nuova strada ancora. E così via per X volte.

Alla fine è stremato dalla stanchezza e decide di scendere a terra per riposarsi. Tenterà di nuovo quando avrà recuperato le forze.

Lo scalatore n.2

Il secondo scalatore all’inizio evita di avvicinarsi troppo alla parete. Preferisce guardarla un po più da lontano. In modo da avere una panoramica più di insieme.

E mentre la scruta da lontano, cerca di selezionare con la mente il punto della vetta in cui vuole arrivare.

Una volta selezionato quel punto esatto, inizia a scrutare a ritroso verso il basso tutte le possibili vie che a partire dalla vetta, potranno condurlo a terra. Dopo una accurata analisi, finalmente trova la via ideale ed identifica a terra il punto dal quale dovrà iniziare la sua scalata. Ma si rende anche conto che per procedere su quella via, a partire dal basso gli serviranno alcuni attrezzi specifici.

Così si avvicina alla parete, nella zona a terra dalla quale ha scelto di partire, si munisce degli attrezzi necessari ed inizia a risalire la parete.

La sua scalata è vigorosa ed impegnata. Procede inesorabile ed affronta con tenacia qualsiasi difficoltà che gli si presenta davanti. Sa con certezza che la migliore via per arrivare alla vetta è quella che sta percorrendo, perché ha scrutato in anticipo la parete con attenzione, quindi non si demoralizza davanti a nessun ostacolo.

La scalata è faticosa e ricca di imprevisti.

Ma la strada è oramai stata scelta. La vetta è raggiungibile solo attraverso quella via. Dopo molta fatica e tanto impegno, lo scalatore n.2 riesce finalmente ad arrivare in cima alla vetta, dove lo sta aspettando una folla pronta a congratularsi con lui per l’impresa.

Morale

Che cosa ha fatto lo scalatore n.2 per raggiungere la vetta?

Esatto! Ha iniziato con la fine nella mente!

E solo successivamente ha selezionato:

  • il punto esatto di partenza
  • gli attrezzi necessari

Ogni Business che rispetti inizia con la mission nella mente, cioè con il suo scopo. Solo dopo vengono reperite ed organizzate le risorse necessarie. I Business che partono dalle risorse che si hanno a disposizione generalmente falliscono.

Perché?

Perché sono frutto di una mente non imprenditoriale, cioè di una mente che non inizia ad agire con la fine nella mente. E se non viene rispettato questo (apparentemente banale) principio creativo, si finirà per non avere una direzione chiara.

La fine è il tuo inizio?

Ora lascia che ti ponga una domanda. Seriamente. Lo so che hai capito tutto quanto e che per certi versi ti sembra banale.

Ma tu, nella tua vita di tutti i giorni o nel tuo business, metti in pratica questi (banali) concetti? Cioè, ti comporti come lo scalatore n.1 o come lo scalatore n.2? Inizi dall’inizio o inizi dalla fine?

So che potrà sembrare un po apocalittico ma ignorare questo principio potrebbe costarti caro nel tuo percorso di vita a lungo termine, ed ora ti spiego anche perché.

Avere una destinazione non vuol dire semplicemente avere una meta.

Scegliere una destinazione nella propria vita, vuol dire avere uno scopo. Tendere in continuazione verso un esito che per noi è di fondamentale importanza produrre. Ed un Business può essere la risorsa chiave per mettere in piedi questo processo.

E sai perché?

Perché in questo modo portiamo i nostri valori nel mondo. Concretamente.

I valori di una persona possono essere considerati come parziali idee di verità ed è fondamentale per uno sviluppo felice ed armonico di ogni uomo trasformare queste idee di verità (concetti) in realtà concrete e materiali. Dall’idea alla cosa. Dall’immaginazione al Business.

Avere una destinazione quindi non ha a che vedere solo con l’avere un obiettivo ma capire come riempire la propria vita di un profondo significato.

Ne deriva che se ignorerai questo principio, potresti incappare nello spiacevolissimo inconveniente di non riuscire a comprendere come riempire la tua vita di un profondo significato ed ogni business che metterai in piedi probabilmente rispecchierà esattamente questo stato vitale.

Pensi che sia troppo categorico?

Guardati intorno.

Pensa a delle persone che conosci, e che magari non hanno ancora compreso quale sia lo loro destinazione finale, cioè quale sia il contributo che desiderano portare in questo mondo; sono felici? Sono persone sane? Sono in salute? Sono soddisfatte della loro vita? Del loro rapporto di coppia? Del proprio business?

Osserva. Pensa.

Tutto può essere semplicemente ridotto alla seguente citazione del grande Seneca.

N.B. se vuoi puoi condividere questa citazione sui social network con gli appositi tasti che compaiono quando passi con il mouse sopra la foto o quando tocchi la foto dallo schermo del tuo smartphone 😉 

Cosa accade quindi se non c’è una fine?

Senza una fine in mente, il tuo percorso di vita potrebbe perdere pian piano di significato. La tua mente potrebbe chiudersi in se stessa. La tua struttura biologica potrebbe diventare sempre meno efficiente, e questo disallineamento alla lunga potrebbe provocare spiacevoli effetti collaterali, sul piano fisico, psicologico ed emotivo.

Immagina le conseguenze per il tuo business.

Potresti invecchiare prima del tempo e ritrovarti in un batter d’occhio a 60 anni, senza capire dove sia andato a finire tutto questo tempo. Potresti svegliarti tutte le mattine ed eseguire a bacchetta un compito che non provoca in te nessun senso di gioia, nessuna reazione di espansione.

Potresti dedicare il tuo tempo ad un business che non incarna i tuoi valori e quindi autosabotarti ad ogni passo, perdendo così di fatto anche molto denaro.

Potresti letteralmente rischiare di buttare via il tuo prezioso tempo, cioè la tua vita.

E’ questo che vuoi?

Oppure desideri trovare uno scopo per il quale valga la pena alzarsi al mattino ed andare li fuori?

Vuoi fare la differenza e portare nel mondo la tua unicità, oppure vuoi solamente impiegare il tempo della tua vita per eseguire dei compiti schedulati per te da qualcun’altro?

Iniziare dalla fine potrebbe renderti libero. Potente. Inarrestabile. Ricco.

Ma si sa, la libertà non è per tutti.

La libertà richiede studio, disciplina, conoscenza e potrebbe spaventarti. Ma non c’è altra via.

Trova dentro di te il tuo seme e svilupparti sarà più semplice di quanto ti aspetti. Sai perché? Perché anche madre natura funziona così!

Anche madre natura inizia dalla fine

Immagina il seme di una quercia.

E’ piccolo, piccolissimo. Diciamo un centimetro di diametro.

Ma dentro di se ha già presente allo stato potenziale l’informazione di una quercia di 10 metri di altezza. Con tanto di rami e radici.

E’ piantato in un terreno che lo nutre giorno dopo giorno dandogli tutto ciò che gli serve per diventare nel tempo una splendida e rigogliosa quercia.

Ha tutto, non gli manca niente. Ha il nutrimento e l’informazione esatta per svilupparsi correttamente.

Così, giorno dopo giorno, momento dopo momento, senza troppa fatica, si limita a nutrirsi dal terreno ed a svilupparsi secondo l’informazione esatta che è stata racchiusa da madre natura all’interno di se, fino a diventare una meravigliosa quercia.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che madre natura ha prima stabilito l’esito che voleva ottenere (la quercia) e poi ha creato un seme che ne racchiudesse tutte le informazioni necessarie al suo sviluppo individuale. Il giusto ambiente ed il corretto nutrimento hanno fatto il resto del lavoro.

Cosa sarebbe accaduto se ad un tratto del percorso, la quercia avesse deciso di voler diventare un abete?

Un bel casino.

Probabilmente alla fine non sarebbe diventata ne l’una ne l’altro.

Così come la quercia, tu disponi dentro di te di tutta l’informazione che serve per svilupparti correttamente secondo il tuo seme. Una volta compreso questo, dovrai solo trovare un ambiente ed un nutrimento corretti, sia nella vita che nel business.

Il resto verrà da se, con molta naturalezza. Senza troppa fatica.

La fine è il mio inizio: conclusioni

Ok, siamo arrivati alla fine anche di questa piccola esplorazione. Spero di averti dato degli spunti interessanti sui quali riflettere.

Iniziare dalla fine è una vera e propria competenza, e come tale va allenata. Se nella vita personale ritardare l’applicazione di questo principio può generare effetti collaterali contenuti, nel Business invece è micidiale, e lo è sin da subito.

Se vuoi avviare un business o ne hai uno ti consiglio immediatamente di sederti ad un tavolo con carta e penna e di stabilire qual’è la fine, cioè qual’è la destinazione finale verso la quale il tuo business dovrà tendere, qual’è la mission.

E per fare ciò ti consiglio prima di ripulire la tua mente dai condizionamenti esterni in modo che la tua mission sia il più autentica possibile, come ti racconto in questo articolo sulla meditazione.

Quindi allenati ogni volta che puoi a progettare qualunque cosa a partire dall’effetto finale che vuoi ottenere e poi programma a ritroso tutto il percorso necessario. Come lo scalatore n.2, ricordi?

Come smettere di fumare da soli e senza ingrassare - wait image

Ho impiegato diverse settimane per organizzare e scrivere i contenuti di questo articolo, ma alla fine credo ne sia valsa la pena e sono veramente soddisfatto 😉

Ti sarei veramente grato se potessi aiutarmi a diffondere queste informazioni con il mondo in questo modo:

  1. condividendo questo articolo sui social network, con i tasti che troverai sempre in fondo a questo articolo
  2. lasciandomi la tua preziosa opinione nei commenti qui in basso e magari anche quale dritta in più

Grazie per essere arrivato fin qui.

Riccardo

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